“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra
e furono nate delle figlie,
avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle
e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte.
In quel tempo c’erano sulla terra i giganti,
e ci furono anche in seguito quando i figli di Dio
si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli.
Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.”

Il lettore che abbia familiarità con la versione inglese della Bibbia di Re Giacomo (versione ufficiale della Chiesa Anglicana) riconoscerà questi versetti come preambolo della storia del Diluvio universale nel capitolo 6 della Genesi, dove Noè, stipato un’arca, viene salvato per ripopolare la Terra.

Il lettore che abbia dimestichezza con i miei scritti riconoscerà anche questi versetti come il motivo per cui molti decenni fa uno scolaretto sentì l’impulso di chiedere al proprio insegnante come mai il soggetto di quei versi erano i “giganti”, mentre nel testo originale ebraico la parola usata era Nefilim che, dal verbo ebraico Navel, significa cadere, essere calati, scendere, ma non di certo “giganti”.

Quello scolaretto ero io. Invece di ricevere i complimenti per il mio acume linguistico, fui aspramente rimproverato. «Sitchin, SIEDITI», sibilò il maestro reprimendo la collera, «non sei autorizzato a mettere in discussione la BIBBIA!». Quel giorno mi sentii profondamente offeso, perché non stavo affatto mettendo in questione la Bibbia, ma sottolineando la necessità di comprenderla in maniera esatta. Fu quell’episodio a imprimere una nuova direzione nella mia vita, che da allora fu dedicata alla ricerca dei Nefilim. Chi erano? E chi erano gli “uomini potenti” che da loro discendevano?
La ricerca di risposte ebbe inizio con interrogativi linguistici. Il testo ebraico non parla di “uomini” che cominciarono a moltiplicarsi, ma di Ha’Adam, “gli Adami“, un termine generico per indicare una specie umana. Non parla di “figli di Dio”, ma usa il termine Bnei Ha-Elohim: i figli (al plurale) degli Elohim, termine plurale preso come sinonimo degli “dei”, che in realtà significa “i sublimi”. Le “figlie di Adami” non erano belle, ma Tovoth, cioè buone, compatibili….Ed inevitabilmente ci troviamo ad affrontare la questione delle origini. Com’è capitato in questo pianeta il genere umano, e da dove ci deriva il nostro codice genetico?

In soli tre versetti e in poche parole (49 nella versione originale ebraica della Genesi) la Bibbia descrive la creazione di Cielo e Terra, dopodiché registra un’epoca preistorica dell’umanità originaria e una serie di eventi sorprendenti, incluso un diluvio globale, la presenza sulla Terra di divinità e dei loro figli, matrimoni tra membri di specie diverse e una progenie semidivina….

E così, a partire da una parola (Nefilim), ho raccontato la storia degli Anunnaki, “Coloro che dal Cielo scesero sulla Terra”, viaggiatori spaziali e colonizzatori interplanetari che dal loro pianeta tormentato giunsero sulla Terra in cerca d’oro e finirono per plasmare gli Adami a loro immagine. In questo modo li ho riportati in vita, riconoscendoli individualmente, rivelando i loro intricati rapporti, descrivendo i loro compiti, amori, ambizioni e guerre, e identificando i discendenti nati dall’incrocio delle due specie, i “semidei”.

A volte mi è stato chiesto dove mi avrebbero portato i miei interessi se il maestro si fosse congratulato con me invece di rimproverarmi. In verità la domanda che mi sono posto io è un’altra: e se davvero «in quel tempo sulla Terra e anche in seguito» ci fossero stati i giganti? Le implicazioni culturali, scientifiche e religiose sarebbero terrificanti e porterebbero ai seguenti inevitabili interrogativi: perché i compilatori della Bibbia ebraica, completamente dedita al monoteismo, hanno incluso questi versi esplosivi nella documentazione preistorica e quali sono state le loro fonti?

Credo che abbiamo trovato la risposta. Dopo aver decifrato l’enigma dei semidei (fra i quali c’è anche il famoso Gilgamesh), in questo libro, che è la mia opera somma, giungo alla conclusione che la prova fisica convincente della presenza aliena sulla Terra in passato è stata seppellita in un’antica tomba. È una storia dalle implicazioni immense per la nostra origine genetica, una chiave per svelare i segreti della salute, della longevità, della vita e della morte; un mistero la cui la rivelazione farà vivere al lettore una straordinaria avventura.

Zecharia Sitchin (tratto da Quando i giganti abitavano la Terra)

Lascia un commento